Anelli da lockdown

di Frank Joop (aka Franco Giovannini)

Novembre 2020. La pandemia ci costringe di nuovo a limitare i nostri spostamenti, ma rispetto al primo lockdown della scorsa primavera c’è una novità positiva: almeno per il momento, è possibile svolgere attività sportiva purché all’interno del proprio comune di residenza.

Ma quali sono i percorsi su strada che è possibile fare volendo (dovendo!) rimanere all’interno del Comune di Fiesole (vedi mappa)? Ecco alcune proposte “ad anello” fattibili senza sconfinare, tutte bellissime anche se certamente impegnative, ma da queste parti di pianura non ce n’è (in ogni caso per chi è alle prime armi, abbiamo aggiunto un’opzione, in fondo).

Il giro classico: l’anello dell’Olmo.

E’ il tipico “giro da un’ora” dei fiesolani, percorribile nei due sensi, lungo 20 Km con 400m di dislivello.
Partendo da Piazza Mino, in senso antiorario si sale dolcemente fino alle Quattro Strade, per scendere a Caldine e Pian del Mugnone e risalire a Fiesole da Via XXV Aprile, affrontando un’impegnativa salita di 2,5 Km al 6%, con un duro tratto iniziale.
Ancora più sfidante è il percorso In senso antiorario, dove la salita da affrontare è quella della Via Faentina, lunga circa 5 Km al 6,4%.

Una variante (difficile in salita) prevede di tagliare da Via delle Molina, percorrendo un “otto” come ad esempio qui.

L’anello di Vincigliata

Sempre partendo da Piazza Mino, c’è un secondo possibile percorso ad anello, più breve e percorribile solo in un senso. Scendendo da Maiano e svoltando da Via di Poggio Gherardo in Via di San Martino (proprio al limite del territorio comunale), il tracciato ci porta alla base della salita di Vincigliata, per poi rientrare a Fiesole da Via dei Bosconi. La salita di Vincigliata è una delle più belle: tracciato sinuoso nel bosco, zero auto (anche in periodi normali), ma attenzione, si fa sentire nelle gambe: 3,5 km all’8% con punte in doppia cifra. Una vera sfida per i grimpeur.

Il mini-anello di Montebeni, su antiche stradine

C’è un ulteriore, piccolo anello che è possibile fare partendo da Montebeni, un concentrato di fascino e difficoltà che vale la pena di scoprire. In senso antiorario, da Montebeni, seguire le indicazioni per Compiobbi ma prendere immediatamente Via di Bagazzano sulla destra, scendendo (e lasciandosi sulla destra la villa medicea di Bagazzano) per poco più di un chilometro e mezzo, per poi girare a sinistra verso Terenzano.

Siamo su stradine di eccezionale bellezza, fuori dal mondo, con vasti panorami che si estendono oltre la valle dell’Arno verso sud. Si tratta di percorsi che risalgono addirittura all’antica Roma: si ritiene infatti che passasse da Terenzano la cosiddetta Cassia Vetus, la via che congiungeva Roma a Arezzo e poi da lì Pontassieve a Fiesole (via Compiobbi, Terenzano, Settignano e Maiano), prima che Firenze divenisse più importante. A Terenzano c’è una chiesa originaria del XIII secolo (raggiungibile con una piccola deviazione), e un cimitero dove è sepolto Adriano Mari, originario del luogo, un politico italiano dell’800 noto (fra l’altro) per aver firmato l’ordine di arresto di Garibaldi nel 1867 in qualità di ministro di Grazia e Giustizia.

Da Terenzano si prosegue su Via della Rosa, che scendendo con pendenze fortissime (controllare bene i freni) porta a Compiobbi offrendo scorci mozzafiato sull’Arno. In alternativa si può scendere (e volendo anche risalire da Via Campati) da Via San Jacopo al Girone.

Via della Rosa verso Compiobbi. Temibile in discesa, terribile in salita.

Una volta a Compiobbi, per rimanere nel territorio comunale c’è solo l’opzione di rientrare da Via della Selva (peccato, sarebbe stato bello chiudere da Monteloro, una delle nostre salite preferite. Da notare che si può invece arrivare a Citerno, ma non oltre). Anche in questo caso abbiamo una salita veramente tosta da affrontare (2,3 Km al 9,2% di media, quasi senza respiro).

L’anello è percorribile anche in senso orario, ma attenzione al terribile muro di Via della Rosa salendo da Compiobbi, 500 metri asfissianti con pendenze fra il 14% e il 19%. Non per tutti.

  • Lunghezza: 7,4 Km
  • Dislivello: 291 m
  • Difficoltà: elevata (in senso antiorario), molto elevata (in senso orario)
  • Strava Route: Montebeni Ring #fccroutes

Vecchia ma buona

Dulcis in fundo (o forse sarebbe meglio dire in cauda venenum), non può mancare un percorso con la salita simbolo del comune, quella della Via Vecchia Fiesolana. E’ un anello brevissimo che scende da Piazza Mino a San Domenico per risalire a Fiesole in poco più di un chilometro al 12%, ma con punte al 18%. Ripetendolo una sessantina di volte, potreste sfidare il record di everesting recentemente conquistato da Lachlan Morton. O no?

La vasca

Fiesole, si sa, non è molto amichevole con i ciclisti alle prime armi che si ostinano a utilizzare bici muscolari. L’unica opzione per non soffrire troppo (se si eccettua la Via Aretina, molto trafficata ma che ha pur sempre i suoi aficionados fra i passisti) è quella di fare su e giù fra Fiesole e le Quattro strade su Via dei Bosconi. All’andata si sale, generalmente con dolcezza, e al ritorno si scende, con l’eccezione dello sprint di Santa Margherita a Saletta su cui – volendo – ci si misura su Strava.

  • Andata e ritorno
  • Lunghezza: 18 Km
  • Dislivello: 250 m
  • Difficoltà: facile
  • Strava Route: La Vasca #fccroutes

inanellando anelli

L’estensione del territorio comunale di Fiesole non è enorme, e per come sono disposti i confini le possibilità di fare percorsi ad anello è piuttosto limitata, come anche la loro lunghezza. Per aumentare il chilometraggio, bisogna unire percorsi (come ad esempio fatto già il primo giorno di “zona rossa” da Alessandro Bastida nel suo Strade in comune), ripeterli più volte in modalità “mondiale di ciclismo” e aggiungere “appendici” da fare avanti e indietro (ad esempio la salita di Monte Fanna, che si ferma al Comune di Pontassieve). Fateci sapere se vi vengono in mente nuove possibilità, le pubblicheremo!

Buona pedalata in comune!